22 FEBBRAIO 2013
Intelligence and Defence Update n°47
DI Staff Ce.S.I.

Sommario: Brasile, Emirati Arabi Uniti, Italia-1, Italia-2, Russia.

 

 

Brasile

 

Il 20 febbraio, nel corso di una visita ufficiale del Primo Ministro russo Dmitrij Medvedev in Brasile, i due Governi hanno firmato una dichiarazione d’intenti relativa alla cooperazione economica tra i due Paesi, nel quale dovrebbero rientrare alcuni accordi per la fornitura di sistemi d’arma russi a Brasilia. Secondo uno schema consolidato, infatti, tali accordi dovrebbero prevedere offset indiretti riguardanti il settore agroalimentare brasiliano in cambio di armamenti provenienti dalla Russia.

Tali contratti, il cui valore dovrebbe aggirarsi attorno al miliardo di euro, verranno siglati nei prossimi mesi e riguarderanno principalmente armamento da difesa antiaerea, settore considerato più vulnerabile nel panorama militare brasiliano.

Il Brasile ha manifestato interesse verso l’acquisto di tre batterie Pantsir-S1 (SA-22 Greyhound) prodotte dalla KBP Instrument Design Bureau a corto/medio raggio, derivate dal SA-19/SA-N-11 e dotate di radar di tipo phased array, il cui costo unitario dovrebbe aggirarsi attorno ai 230,5 milioni di euro. Inoltre, i due Governi starebbero trattando la vendita di ulteriori 9K38 Igla (SA-18 Grouse), sistema missilistico di tipo MANPADS ad infrarosso, già in dotazione alle Forças Armadas do Brasil nel numero di 118 unità.

Tale iniziativa russa potrebbe essere finalizzata, oltre che alla stipula di tali accordi, a recuperare il terreno perduto nell’ambito della competizione per 36 caccia destinati all’Aeronautica brasiliana denominata F-X2. La Russia infatti, già esclusa dalla competizione, ha intenzione di rientrare nella trattativa con l’offerta del Su-35UB, caccia intercettore multiruolo, bimotore e supermanovrabile. La dichiarazione d’intenti, dunque, potrebbe fornire la base per recuperare il margine di svantaggio verso gli altri concorrenti in gara, il Rafale della Dassault, l’F-18 Super Hornet della Boeing e il Saab Gripen NG.

 

 

Emirati Arabi Uniti

 

Nel corso dell’esposizione IDEX 2013, il Governo di Abu Dhabi ha reso noto di aver già siglato 19 contratti per la Difesa, per un valore totale di circa 1,06 miliardi di euro. Gli accordi maggiori hanno riguardato principalmente imprese statunitensi, con l’acquisto da parte degli UAE di 750 jeep militari della Oshkosh Corporation, per un totale di 287,80 milioni di euro, ed un contratto di 151,47 milioni di euro per la fornitura di droni Predator della General Atomics, con l’azienda emiratina International Golden Group nel ruolo di mediatore.

Proprio in merito a quest’ultimo contratto, bisogna sottolineare come esso rappresenti la prima vendita ad un Paese mediorientale di tale tecnologia. I droni destinati al mercato emiratino saranno specificatamente designati RQ-1 Predator XP, in quanto, a differenza dalla versione base del velivolo, saranno modificati per impedire la possibilità di trasportare ed utilizzare carico bellico. Tali piattaforme verranno dunque impiegate per compiti tradizionali di ricognizione terrestre e marittima, soprattutto in supporto degli interessi petroliferi off-shore del Paese del Golfo.

La conferenza IDEX (International Defence Exhibition & Conference) è una fiera biennale che si tiene in Medio Oriente, di norma nel mese di febbraio, che canalizza gran parte degli accordi di Difesa degli Emirati Arabi e dei Paesi del Golfo. La fiera del 2011 ha permesso la stipula di contratti per un valore superiore ai 2,5 miliardi di euro, oltre all’istituzione di varie partnership che hanno dato un forte impulso al mercato della Difesa mediorientale e mondiale.

 

 

Italia-1

 

Alenia Aermacchi e ATK (Alliant Techsystems Inc.), partner internazionali nel programma del MC-27J, variante cannoniera dell’aereo da trasporto tattico C-27J, hanno annunciato che la prima fase di test in volo del velivolo verrà completata entro la fine di febbraio.

Presentato per la prima volta all’expo di Farnborough nel luglio 2012, l'MC-27J è un velivolo multiruolo, commerciabile anche come post upgrade del C-27J, già presente sul mercato internazionale con 54 velivoli ordinati da 10 Paesi.

La piattaforma è ideata per svolgere, oltre ai normali compiti del C27J (trasporto tattico, integrazione con le piattaforme di comando e controllo, ecc.), anche la funzione di aero cannoniera, tramite un sistema d’arma consistente nel cannone della ATK GAU-23 Bushmaster da 30mm da 500 colpi montato sul portellone laterale sinistro, un avanzato sistema per l’acquisizione dei bersagli, torrette EO/IR (Electro-Optical/Infrared), un radar ad apertura sintetica e un sistema di comunicazione per l’integrazione con piattaforme C2. Il cannone, dal peso complessivo di 900kg, avrà un angolo di tiro pari a circa 4km a 1.520 metri d’altitudine, e verrà utilizzato in condizioni depressurizzate per garantire una maggiore sicurezza.

Inoltre, le due aziende stanno studiando la possibilità di montare missili Hellfire e bombe di precisione, rilasciabili da un lanciatore incorporato nella rampa posteriore del velivolo.

Secondo quanto comunicato, la prima fase test sarà effettuata negli Stati Uniti e comprenderà cinque o sei i voli con l’impiego del sistema d’arma. Una seconda parte delle attività di test riguarderà lo studio dell’integrazione di ulteriori sistemi, e sarà completata prima della fine del 2013.

 

 

Italia-2

 

Selex ES, compagnia del gruppo Finmeccanica nata dalla fusione di SELEX Elsag, SELEX Galileo e SELEX Sistemi Integrati, ha messo a segno due importanti colpi per quanto riguarda lo sviluppo di tecnologie aeronautiche a pilotaggio remoto.

Nel corso di alcuni test in volo effettuati questo mese in Bulgaria, l’UAV tattico Falco, interamente progettato dall’azienda, ha volato con il nuovo radar Gabbiano T-20, installato nel naso del velivolo e capace di effettuare tutta una serie di missioni, tra cui il pattugliamento marittimo in modalità TWS (Track-While-Scan), la raccolta e la classificazione delle immagini ISAR (Inverse Synthetic Aperture Radar), la mappatura terrestre ad alta risoluzione (Spot/Strip-SAR) ed il monitoraggio delle condizioni atmosferiche. L’impiego di tale radar permetterà dunque di fornire un UAV più versatile e multiruolo, grazie ad un payload orientato allo svolgimento di varie tipologie di missioni. Il drone tattico Falco ha una durata in volo di 8/14 ore, e può volare ad una velocità di 216 km/h e ad un’altitudine di 6.500mt con un carico utile di 70kg.

I test aprono la strada ad ulteriori prove da effettuare a bordo del UAV Falco EVO, versione provvista di hardpoint per il trasporto di armamento, e dotato di caratteristiche migliorate rispetto alla prima versione, grazie al carico utile pari a 100kg e una durata in volo di 18 ore.

Inoltre, presso la fiera IDEX 2013 ad Abu Dhabi la stessa azienda ha presentato il P.1HH HammerHead, programma gestito in collaborazione con la Piaggio Aero Industries e riguardante la prossima produzione di un P180 Avanti II a pilotaggio remoto. Tale velivolo, come il Piaggio Aero MPA (Multirole Patrol Aircraft), potrà essere impiegato per varie tipologie di missioni, quali la sorveglianza dello spazio aereo, il pattugliamento marittimo, funzioni di COMINT/ELINT e per missioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance).

Il velivolo sarà fornito con una stazione di terra equipaggiata con collegamenti satellitari sia di tipo LOS (Line Of Sight) sia BLOS (Beyond Line Of Sight). La piattaforma impiegherà un avanzato sistema VCMS (Vehicle Control & Management) combinato con un ADT (Air Data Terminal) di ultima generazione, oltre ad un sistema di missione customizzabile a seconda delle esigenze.

I motori impiegati, due Pratt & Whitney Canada PT6-66B, turboeliche spingenti che assieme alla tripla superficie portante caratterizzano visivamente il velivolo, permetteranno una velocità massima di circa 750 km/h e un’autonomia di 2400km. 

 

 

Russia

 

A seguito di una visita del Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu presso la fabbrica della Sokol a Tatarstan avvenuta il 5 febbraio scorso, alcuni siti d’informazione russi hanno inavvertitamente pubblicato alcune foto di un mock-up di un drone di tipo HALE (High-Altitude Long-Endurance), in progettazione presso la stessa azienda.

Nelle immagini, immediatamente rimosse, si riconosce un velivolo con una configurazione alare di tipo High Wing, ovverosia montate sulla parte alta della fusoliera, due motori a turboelica trainanti, una fusoliera slab-sided pensata per migliorare la protezione antiradar e una coda con ali canard a V, parzialmente simile a quella del MQ-9 Reaper General Atomics. Dalle immagini non si evince nulla di rilevante per ciò che riguarda possibili hardpoint per il trasporto di carico bellico o di speciale sensoristica.

Il progetto di sviluppo di un drone di tipo HALE russo risale al 2011, quando il Governo di Mosca ha assegnato alla Sokol ed alla Tranzas un contratto dal valore di 25 ​​milioni di euro per lo sviluppo di un UAV inizialmente denominato Altius, con i primi test in volo previsti per il 2015. Nell’ambito dell’accordo, la Sokol sarà responsabile della produzione della piattaforma e della fornitura di sistemi di terra, mentre la Tranzas svilupperà i sistemi di controllo e l’avionica del mezzo.

L’episodio, per quanto fortuito, testimonia la volontà di Mosca di procedere ad uno sviluppo del velivolo in completa autonomia e nel massimo riserbo.