Niger: la giunta militare abroga la legge relativa al traffico illecito dei migranti
Africa

Niger: la giunta militare abroga la legge relativa al traffico illecito dei migranti

Di Domitilla Catalano Gonzaga
30.11.2023

Il 27 novembre, la giunta militare del Niger ha abrogato la legge relativa al traffico illecito dei migranti con un’ordinanza firmata dal Generale Abdourahamane Tchiani, Presidente del Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Patria (CNSP). La legge era stata introdotta nel 2015, con il sostegno dell’Unione Europea, con l’intento di ridurre il flusso di migranti che arriva in Europa dall’Africa Occidentale. Nel comunicato pubblicato a seguito della decisione, il Governo ha dichiarato che questa legge era stata siglata su richiesta di potenze straniere, che hanno considerato come illecite alcune attività per natura regolari secondo le norme comunitarie, non tenendo conto degli interessi del Niger e dei suoi cittadini. Difatti, diverse associazioni della società nigerina hanno giudicato questa legge lesiva delle norme comunitarie dei Paesi membri dell’ECOWAS, in particolare per ciò che riguarda la libera circolazione delle persone nello spazio comunitario , ed hanno dichiarato che la stessa ha avuto un forte impatto sull’economia locale con centinaia di attori della filiera “costretti alla disoccupazione”, mentre i finanziamenti promessi non si sono mai concretizzati.

Va ricordato che la legge era entrata in vigore nel 2015 , sotto il regime di Mahamadou Issoufou, quando si stimava che circa 4.000 migranti viaggiavano attraverso Agadez ogni settimana senza documenti di viaggio, ed in quell’anno più di un milione di richiedenti asilo e migranti hanno cercato di raggiungere l’Europa, spingendo dunque il Niger a far approvare un forte strumento normativo di contrasto al fenomeno migratorio illegale . Questo dispositivo mirava a prevenire e combattere il traffico illecito dei migranti e proteggere i diritti del migrante oggetto di traffico illecito, permettendo alle autorità di intervenire contro i trafficanti che trasportavano i migranti attraverso il vasto deserto del Niger in Libia e in Europa , rendendo possibile la cattura e la prigionia dei trafficanti per cinque anni, la confisca dei mezzi e degli altri beni derivanti da tali attività. A tal fine sono stati erogati dei finanziamenti e con l’attuazione di questa legge effettivamente il numero di migranti dei Paesi dell’Africa Occidentale è diminuito in modo significativo.

Ad oggi, quindi, il rischio maggiore è che, verosimilmente, le bande di trafficanti prenderanno l’ abrogazione della legge come un’opportunità per ricominciare a trasportare migliaia di migranti verso la Libia o l’Algeria diretti in Europa . In altri termini, la giunta militare vuole usare questa nuova situazione per rafforzare la sua presa sul potere, a dispetto delle pressioni internazionali, andando a colpire uno dei dossier più controversi dell’UE. Non a caso, dal colpo di Stato del 26 luglio scorso, Bruxelles ha sospeso sia gli aiuti di bilancio al Niger sia ogni tipo di cooperazione in materia di sicurezza , rifiutando di riconoscere il Generale Tchiani come leader legittimo del Paese. Dopo aver sospeso la cooperazione e l’assistenza umanitaria, l’UE ha, inoltre, adottato di recente una serie di sanzioni rivolte alle autorità nigerine ed il 23 novembre il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna il colpo di Stato del luglio scorso, chiedendo il ritorno al potere dell’ex Presidente Mohamed Bazoum. In tale contesto, verosimilmente il Generale Tchiani ha abrogato la legge relativa al traffico illecito di migranti, conscio del fatto che questa azione ha il potenziale di ridurre sensibilmente l’efficacia della strategia UE nella gestione dei flussi migratori dall’Africa Occidentale.

In conclusione, la reazione della giunta militare alla sospensione degli aiuti e alle sanzioni rischia di colpire maggiormente l’Europa , esponendo l’Italia ad una difficile condizione di gestione del fenomeno sotto la minaccia di un’intensificazione dei flussi migratori.

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