22 NOVEMBRE 2013
Il TTP di Fazlullah
DI Staff Ce.S.I.

La morte di Hakimullah Mehsud, leader del TTP (Tehrik-e-Taliban Pakistan), i talebani pachistani, ucciso il 1º novembre nel raid di un drone americano su un compound in Nord Waziristan, nelle Federally Administered Tribal Areas (FATA) pakistane, segna l’avvio di una nuova e complessa fase nei rapporti fra Islamabad e l’insurrezione (tribal-separatista-islamista) attiva in queste aree. L’immediata conseguenza del raid è stata la fine dei contatti negoziali fra il Governo Sharif e il TTP, organizzazione ombrello che riunisce una trentina di gruppi militanti delle FATA e della provincia di Khyber-Pakhtunkhwa, divenuta negli anni la principale minaccia alla sicurezza interna del Pakistan. Inoltre, a porre effettivamente fine alla possibilità di negoziati con il Governo è stata la nomina di Mullah Fazlullah a nuovo emiro del TTP. Questi, soprannominato “Mullah Radio” per le trasmissioni radiofoniche clandestine con cui dal 2005, dalla valle di Swat, inveiva contro le autorità pakistane, è ancora più “falco” del suo predecessore sul tema dei negoziati con il Governo e non solo. Durante l’amministrazione talebana” della valle di Swat – dal 2007 al 2009, a seguito dei disastrosi accordi con cui il Governo pakistano cedette al TTP il controllo della valle – Fazlullah ha ordinato l’esecuzione di migliaia di persone, spesso giustiziate nella piazza del capoluogo Mingora, ormai tristemente nota come “Bloody Square”.

Dopo il 2009 il Governo pachistano ha ripreso il controllo della valle – al prezzo di 3 durissime operazioni militari (Rah-e-Haq, Operation Balck Thunderstorm, Rah-e-Rast) – ma Fazlullah ha continuato a mantenere la sua influenza nella regione. Le rivendicazioni del tentato assassinio della studentessa Malala Yousafzai nel 2012 e l’uccisione lo scorso 15 settembre di un Generale e un Colonnello dell’Esercito Pakistano nel distretto di Upper Dir, sono prova della persistente influenza di Fazlullah. Del resto, il gruppo locale di cui Fazlullah è al comando, Tehreek-e-Nafaz-e-Shariat-Mohammadi (TNSM), vanta una presenza ventennale a Swat e nei distretti circostanti (Malakand, Dir, Shangla) e, nonostante l’ostentato successo delle operazioni militari pachistane, è impensabile che queste siano riuscite a bonificare totalmente l’area. Il TNSM di Fazlullah è entrato nel TTP nel luglio 2007, sulla scia dell’assalto alla Moschea Rossa di Islamabad, evento spartiacque che ha orientato gran parte della militanza attiva nel Paese contro le autorità e dato inizio all’insurrezione nel nord-ovest. L’integrazione del TNSM ha consentito al TTP di accrescere le proprie fila (sino al 2009 Fazlullah controllava 4/5.000 miliziani full-time) e guadagnare un punto di appoggio di alto valore strategico (Islamabad è a 5 ore di auto) al di fuori della realtà isolata delle FATA. Quando però nel 2009, l’estremismo di Fazlullah, che aveva imposto la Sharia e un’amministrazione parallela a Swat, provocò la reazione militare dello Stato pakistano, il comandante e molti dei suoi uomini ripiegarono in Afghanistan, fra le montagne di Kunar e Nuristan.

Qui Fazlullah ha trovato terreno fertile, visto che nelle aree in questione ISAF aveva abbandonato una serie di avamposti già a metà 2009. Dalle sue roccaforti afghane, e in particolare dai distretti di Kamdesh (valle di Bashgal) e Chapa Dara  (valle di Pech), dove i suoi militanti controllano una ventina di km di confine, Fazlullah ha continuato a fare incursioni in Pakistan. Questo sviluppo ha ostacolato, ed ostacola tuttora, la difficile normalizzazione dei rapporti fra Islamabad e Kabul, visto che i Pachistani sostengono che il Governatore di Kunar (Fazlullah Wahidi) e l’intelligence afghana forniscono supporto agli uomini di Fazlullah, mentre Kabul risponde che il TTP a Kunar e Nuristan si appoggia sui talebani afghani del governatore-ombra Sheikh Dost Mohammad e su militanti qaedisti come Qari Ziaur Rahman, che opera anche in Pakistan nei distretti tribali di Bajaur e Mohmand. A livello strategico, la nomina di un nemico giurato dell’establishment militare a capo del TTP è un chiaro segnale dell’intenzione del gruppo di lanciare una nuova offensiva contro lo Stato. Negli ultimi anni di permanenza in Afghanistan, Fazlullah ha potuto riorganizzarsi, riequipaggiando i suoi uomini e rinforzando sia il reclutamento, sia le sue linee di rifornimento. Ad esempio, pur rimanendo una formazione fortemente connotata a livello locale (Swat-Malakand), Fazlullah ha potuto reclutare uomini dal nord Waziristan, dall’Afghanistan e dalla compagine di combattenti arabi filo-qaedisti presente a Kunar. A livello ideologico, è probabile che l’insurrezione del TTP assuma connotazioni maggiormente qaediste.

Al riguardo, è prevedibile un aumento della portata e dell’aggressività della propaganda del TTP, che a Swat il “Mullah Radio” ha saputo sfruttare sapientemente. Ad esempio, è possibile che il braccio mediatico del TTP, “Umar Media”, ingaggi una campagna di disinformazione contro gli apparati informativi del Governo pachistano e l’Inter Services Public Relations (ISPR) delle Forze Armate. Operativamente, è probabile che per vendicare la morte di Hakimullah il TTP si dedichi ad azioni dimostrative contro installazioni governative e militari a Swat, nei distretti circostanti (Malakand, Dir, Nowshera), nel capoluogo Peshawar e verso il Khyberb Pass, dove transitano le fragili supply lines della  NATO. 

È probabile, dunque, che Fazlullah radicalizzi ulteriormente il TTP. Una “cifra” di Fazlullah, del resto, è sempre stata la capacità di colpire eminenti personalità, soprattutto militari, come l'assassinio a settembre del Gen.Niazi, Comandante delle truppe a Swat, e il tentato abbattimento, nel 2011 a Swat, dell’elicottero su cui viaggiava il Gen. Iqbal, Comandante della 19ª Divisione di fanteria (Mangla). Queste azioni sono rese possibili dal vantaggio di cui gode la rete militante di Fazlullah rispetto agli altri gruppi parte del TTP, più legati ai loro territori tribali nelle FATA. Fazlullah offre maggiore penetrazione, anche informativa, delle cosiddette “settled areas” pachistane, essenzialmente le provincie di Punjab, Khyber-Pakhtunkhwa e Sindh, con cellule presenti nelle principali aree urbane del Pakistan. Come nel 2009, quando gli uomini di Fazlullah presero il controllo del distretto di Buner a 100 km da Islamabad, il rischio per il Pakistan è che le operazioni del TTP si portino a ridosso della capitale e dei centri di potere. Se, da una parte, la nomina di Fazlullah offre al TTP una precisa connotazione operativa ideologica, dall’altra, questa segna lo spostamento del baricentro del gruppo dal Waziristan, ed in generale dalle FATA, dove il grosso dei militanti appartiene al clan Mehsud, verso Swat. Questo potrebbe creare qualche problema di “comando e controllo”, dato che Fazlullah non solo è il primo non Mehsud a capo del TTP, ma è anche un leader che dal 2009 si nasconde in Afghanistan.

L’emancipazione del TTP dai Mehsud, i cui miliziani costituiscono il nerbo del gruppo, è anche segno che le divisioni interne al clan, fra la “leadership” intorno ad Hakimullah ospitata in nord Waziristan e “la truppa” in sud Waziristan, minacciavano di indebolire il fronte militante. È forse per evitare uno scisma all’interno dei Mehsud che anche il vice di Fazlullah, Sheikh Khalid, in sostanza il capo operativo del TTP, non proviene dalle FATA ma dal distretto di Swabi, a ridosso dell’Indo nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa.
Tuttavia, resta ancora possibile che il TTP perda di coesione e si frammenti, visto che è la prima volta che sia il suo emiro che il suo vice non sono esponenti delle tribù delle FATA. Inoltre, l’efficacia della campagna dei droni nel nord-ovest scoraggia il ritorno di Fazlullah e così la sua assenza dal Pakistan continuerà ad essere una criticità per il TTP. In ultima analisi, quel che ora è certo è che Fazlullah rappresenta la vittoria delle fazioni “anti-negoziato” in seno al TTP e che con la sua nomina il Governo Sharif non potrà più né continuare la via del dialogo, né aspettarsi il supporto dei militari, la cui opposizione ai negoziati sarà accentuata dagli attacchi di Fazlullah.

 

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