16 LUGLIO 2013
Siria: i possibili rischi di un'azione militare
DI Gianmarco Volpe e Francesco Tosato

Le insistenti voci di un’operazione militare occidentale contro la Siria s’inseriscono nel quadro di un conflitto resosi, col trascorrere dei mesi, sempre più complesso e articolato. Quella che era nata come una rivolta nei confronti del regime di Bashar al-Assad si è trasformata in una guerra regionale, favorita dall’ingresso di nuovi attori nel teatro di crisi e dall’emergere, in breve tempo, di una serie di alleanze costituitesi lungo le fratture e le rivalità - politiche e confessionali - che attraversano l’area mediorientale.

Sono, queste, le stesse considerazioni che hanno portato l’Amministrazione Obama ad affrontare finora con grande cautela il dossier siriano. Un’operazione militare come quella che si sta prefigurando in questi giorni, tuttavia, porta con sé una serie di rischi assai più vasti. Soprattutto nel caso in cui un’azione pensata come “punitiva” per l’utilizzo di armi chimiche da parte di Damasco si trasformasse piuttosto in una più strutturata operazione con l’obiettivo di colpire con decisione il regime di Assad.

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