Il Sahel dopo il colpo di Stato in Mali
Africa

Il Sahel dopo il colpo di Stato in Mali

Di Marco Di Liddo
28.02.2021

Il colpo di Stato in Mali dello scorso agosto ha rappresentato l’eruzione violenta di un malessere sociale, economico e politico profondo, legato alla carenza di governance, al personalismo delle istituzioni e alle problematiche di sviluppo esacerbate dagli impatti del cambiamento climatico.

In questo contesto, la pandemia da covid-19 ha agito da moltiplicatore di forza per i fattori di vulnerabilità preesistenti, andando ad impattare negativamente sull’occupazione, sulla già precaria situazione sanitaria e sulla percezione di insicurezza legata ai focolai di insorgenza jihadista nel nord.

L’onda lunga della crisi pandemica e le incertezze sulla ripresa postpandemia rischiano di prolungare il malcontento popolare tanto in Mali quanto nel resto del Sahel, che condivide le stesse criticità osservabili a Bamako.

Gli interrogativi sulla transizione democratica in Mali e la necessità dei governi di mantenere le difficili promesse fatte in sede elettorale in Niger e Burkina Faso contribuiscono a definire un quadro regionale aleatorio e volatile, dove i movimenti di opposizione nelle città ed i gruppi jihadisti nelle campagne sono pronti a capitalizzare la rabbia popolare e rilanciare, in maniera diversa, la loro sfida ai sistemi di potere in carica.

Leggi il report

Articoli simili