29 OTTOBRE 2014
Battlegroups Europei: un format da ripensare
DI Francesco Tosato

Position Paper preparato su richiesta del Dipartimento Affari Esteri del Servizio Studi della Camera dei Deputati in occasione  della Conferenza interparlamentare PESC/PSDC del 6-7 ottobre 2014.

L’origine dei tentativi di dotare l’Unione Europea di una sua dimensione militare in grado di raggiungere specifici obiettivi (operazioni umanitarie e di evacuazione, missioni di peace-keeping e, ottimisticamente, peace-enforcing) può essere fatta risalire ai “Petersberg Tasks” tenuti in ambito UEO e incorporati nel trattato fondativo dell’Unione Europea di Maastricht del 7 febbraio 1992, a seguito del Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 che ha previsto l’embrione di una Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) con l’istituzione della figura dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza.

Nell’ambito della PESC, a seguito del Consiglio Europeo di Colonia del 1999, ha iniziato concretamente a prendere forma la Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) anche se l’obiettivo primario, fissato dal successivo vertice di Helsinki del 1999, di disporre entro il 2003 di un embrione di esercito europeo composto da sessanta mila uomini, quale forza di reazione rapida per la gestione delle crisi, è rimasto disatteso.

Un ulteriore tassello nel percorso di costruzione di una casa comune della difesa europea è stato realizzato nel 2009, con il Trattato di Lisbona, che ha rinominato la PESD in Politica Comune di Sicurezza e Difesa (PCSD) e ha previsto l’istituzione dell’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza (attualmente rappresentato dal Ministro Federica Mogherini); tale figura, dal 2011 è anche al vertice del Servizio Europeo di Azione Esterna (EEAS, servizio diplomatico della UE) e della Agenzia Europea della Difesa (EDA).Per quanto concerne lo sviluppo effettivo delle capacità militari dell’Unione con “l’headline goal 2010” approvato nel 2004, è stato deciso di rimodulare la consistenza dello strumento militare comune in 19 battlegroups (BG) europei di cui due sempre operativi a rotazione tra i paesi membri.

 

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