24 SETTEMBRE 2014
L’operazione militare internazionale contro lo Stato Islamico in Iraq e Siria
DI Gabriele Iacovino - Andrea Ranelletti - Francesco Tosato

A ormai tre mesi dall’annuncio da parte del Califfo Ibrahim, meglio conosciuto come Abu Bakr al-Baghdadi, della formazione di un califfato nei territori controllati in Iraq e Siria dalla sua organizzazione, il movimento salafita jihadista dello Stato Islamico (IS), si amplia ulteriormente il fronte della battaglia internazionale contro la minaccia fondamentalista nel Medio Oriente. Lunedì 22 settembre, gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi in territorio siriano, prendendo di mira in particolar modo la cittadina siriana di Raqqa, roccaforte di IS, e obiettivi situati nelle province di Hasakah e Deir ez-Zor, dove l’organizzazione islamista ha radicato il proprio controllo in maniera più efficace negli ultimi mesi. Le difficoltà nel contrastare l’offensiva di IS in territorio iracheno senza ledere il controllo detenuto dal gruppo in Siria e la volontà di privarlo, come affermato dal Capo di Stato Maggiore statunitense Martin Dempsey, dei suoi safe havens, sono le principali ragioni dietro l’offensiva aerea statunitense. La recente diffusione delle immagini dell’esecuzione di due giornalisti statunitensi e di un operatore umanitario britannico da parte di IS ha inoltre contribuito ad accelerare l’escalation delle tensioni, inducendo il Presidente statunitense Barack Obama ad accettare una maggiore esposizione degli Stati Uniti all’interno del conflitto contro la formazione jihadista.


Sostenuti da una coalizione composta da Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania, gli Stati Uniti hanno preso di mira depositi di armi, raffinerie petrolifere, basi logistiche ed edifici adibiti sia al controllo della cittadina, sia al comando dei suoi battaglioni e delle sue forze di polizia religiosa. Nonostante non siano ancora chiare le modalità del supporto fornito dalle Forze del Golfo e dalla Giordania alle operazioni aeree americane, pare evidente come la loro partecipazione alle operazioni sia finalizzata a garantire la massima legittimazione all’interno dei Paesi arabi alle azioni statunitensi e a costituire un fronte coeso in grado di rispondere alla minaccia jihadista.


Nella notte di lunedì, le Forze statunitensi hanno inoltre lanciato un attacco contro villaggi (in particolar modo verso Kafr Derian, cittadina nella provincia di Idlib in mano a Jabhat al-Nusra) e postazioni controllati in Siria dai gruppi filo-qaedisti Jabhat al-Nusra (JN) e Khorasan.

 

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