11 APRILE 2014
Il Dispositivo interministeriale integrato di sorveglianza marittima (DIISM)
DI Francesca Manenti e Francesco Tosato

Principale via di comunicazione tra il continente europeo, l’Africa e il Medio Oriente, il Mar Mediterraneo rappresenta da sempre un luogo di fiorente interscambio culturale, economico e sociale per i venticinque Stati che costituiscono il suo bacino. Con una prospettiva di crescita demografica che dovrebbe portare la popolazione a circa 350 milioni entro il 2030, l'area mediterranea è una fucina in costante divenire la cui importanza risulta assolutamente strategica per quei Paesi, come l'Italia, che non solo sono al centro delle rotte di transito che attraversano il Mediterraneo, ma dipendono da essa sia per gli approvvigionamenti commerciali ed energetici sia per il controllo dei flussi migratori che giornalmente transitano per queste rotte. Attualmente, l'Italia dipendedalle importazioni marittime per circa il 90% del proprio approvvigionamento energetico e intrattiene con i Paesi rivieraschi un interscambio commerciale che, all'inizio del 2012, si attestava intorno ai 63 miliardi di euro.
Questo forte legame economico e il fatto che la penisola italiana, per sua stessa posizione geografica, sia primo porto di approdo e luogo di transito per l’emigrazione verso l’Europa, fa della stabilità del contesto mediterraneo una priorità per la tutela dei propri interessi nazionali.
La centralità che la via Trans‐Mediterranea ha conquistato nel tempo per i traffici marittimi mondiali, tuttavia, si è rivelata spesso fonte di minaccia per la sicurezza all’interno del bacino stesso: via di accesso per l’Unione Europea, le rotte nel Mediterraneo sono uno snodo fondamentale per i traffici criminali, droga ed esseri umani, che, dall’Africa settentrionale, dai Balcani, dalla Turchia e dalla Siria, giungono fino alle coste italiane.

Scarica la nota dell'Osservatorio di Politica Internazionale (Nota n°47 - Marzo 2014)