03 OTTOBRE 2017
«Un grande errore l'uso della forza» L'intervista al Pres. Margelletti
DI Valeria Bobbi - MetroNews

ROMA «È una brutta pagina di storia politica europea quanto  avvenuto domenica a Barcellona. Tutti gli attori in campo avrebbero dovuto gestirla in modo totalmente diverso»: per Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali (Cesi), «si è arrivati a un punto di non ritorno».
Potrebbe diventare realtà la mappa disegnata qualche anno fa da un architetto tedesco, Theo Deutinger, con tutte le forze indipendentiste europee?
No, perché ogni nazione ha la propria storia. Quella  della Catalogna è totalmente diversa dalle altre, altrimenti chiunque si sveglia la mattina col piede sbagliato, potrebbe proclamare l’indipendenza.
Cosa potrebbe accadere ora in Spagna?
Nessuno lo sa, però certamente Rajoi avrebbe dovuto far svolgere tranquillamente il referendum e poi avversarlo con gli strumenti costituzionali, senza arrivare allo scontro, da cui poi è molto difficile tornare indietro. Naturalmente il comportamento duro di Madrid è indice di una grande debolezza politica.  
L’Unione Europea sta a guardare?
Io credo che sia proprio questa Ue ad avere una grande responsabilità in quello che sta avvenendo, e lo dico da europeista convinto. Ma la classe dirigente della Ue non ha saputo coinvolgere i cittadini nel grande sogno. È riuscita solo a far calare dall’alto imposizioni finanziarie e  commerciali, che hanno finito per esacerbare gli animi. Una vera leadership non può prescindere dal consenso popolare. Anche se con modalità diverse, si tratta della stessa  reazione che ha portato l’Inghilterra alla Brexit.  
Perché però tutte le forze indipendentiste vogliono separarsi dai governi centrali, ma vcontemporaneamente vogliono rimanere nella Ue?
In realtà, vedi l’esempio della Scozia,  vogliono conservare soltanto i vantaggi finanziari dei membri della  Ue, si tratta di una convenienza meramente economica, perché l’Unione Europea in realtà non esiste. Mentre credo che la soluzione dovrebbe essere un’Europa di stati federali.

 

Fonte: MetroNews