03 AGOSTO 2017
Libia, Margelletti (Ce.S.I): "Il problema sono i tanti attori esterni"
DI Stefano Ursi - IntelligoNews

Nell'infinita vicenda sbarchi dei migranti a essere ora sotto accusa sono le Ong. Prima il rifiuto di firmare il Codice di Condotta voluto dal governo, poi la notizia, che campeggia sulle prime pagine di tutti i giornali italiani, dell'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per la nave Ong tedesca fermata dalle motovedette della Guardia costiera. Su quanto sta accadendo e sui delicati rapporti tra Italia e Libia IntelligoNews ha sentito Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi internazionali.

E' stata fermata la nave tedesca Iuventa con l'accusa di "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Alla luce di quanto sta accadendo va rivalutato il lavoro del Pm di Catania Zuccaro?

"Non commento mai le inchieste in corso. Il punto nodale è non creare problemi a chi vuole salvare delle vite. Chi di noi non è disposto a fare qualunque cosa per salvare anche una sola vita? Il problema è chi vuole fare del salvataggio delle vite un business. Questa è la criticità su cui una serie di realtà istituzionali stanno guardando con grande attenzione".

Sembra che il generale Haftar abbia ordinato di bombardare qualsiasi nave militare italiana che entrerà in acque libiche. Cosa ne pensa?

"Però mi pare che il documento sia falso, quindi il problema non si pone e la minaccia non c'è".

Gentiloni ha incontrato Sarraj, mentre Macron ha ricevuto a Parigi sia lui sia il generale Haftar. Lo considera un errore strategico?

"Il governo Macron si è appena insediato al potere, il governo italiano sta vivendo gli ultimi mesi della propria storia, tra poco andremo alle elezioni. Queste considerazioni vanno fatte. Inoltre l'Italia ha sempre puntato sulla legittimità internazionale e il governo Sarraj è legittimato dalle Nazioni Unite mentre il generale Haftar ha tanti amici, sicuramente anche in Italia, ma non è legittimato".

Si riuscirà a pacificare queste due anime della Libia?

"Credo assolutamente di sì. Il problema sono le partite diverse che fanno gli attori esterni alla Libia. Mi riferisco alla partita francese, tedesca, italiana, turca, statunitense, egiziana. Questi attori influenzano in maniera non irrilevante lo scenario libico che ne risente in maniera forte. Se ci fosse da parte della Comunità internazionale un'unica direzione avremmo fatto grandi passi in avanti".

 

Fonte: IntelligoNews