25 FEBBRAIO 2017
«Venti di guerra? Macché, è un modo per rassicurare il Pentagono»_ Gerardo Marrone - Giornale di Sicilia

L’intervista. Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali: «La difesa è sempre un punto centrale, chi la trascura ne paga il prezzo in termini politici»

«Non credo al riarmo nucleare statunitense. Donald Trump sta solo cercando di rassicurare il Pentagono e l’apparato militare-industriale americano, coi quali non aveva certo avuto buoni rapporti in campagna elettorale e nei primi giorni di mandato». Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali -CeSI, «declassifica» a mero annuncio le affermazioni del presidente statunitense: «Noi sempre in testa al gruppo delle potenze atomiche». Insomma, un modo per ribadire il suo mantra: «America First!». Margelletti spiega: «La superiorità militare degli Usa è incontrastata, soprattutto dal punto di vista convenzionale. Quelle nucleari sono armi del passato».

OOO Se le armi nucleari sono roba vecchia, perché tanta enfasi sull’ar - gomento da parte di Trump e non solo? «Perché l’atomica costituisce un feticcio politico. Ma, ribadisco, è ormai un’arma del passato. Gli americani restano una superpotenza anche senza bisogno di far tintinnare necessariamente le sciabole nucleari, perché riescono a esprimere un’al - tissima capacità dal punto di vista della tecnologia militare».

OOO Il «Comandante in Capo» dice di volere fronteggiare innanzitutto le minacce nordcoreane. In realtà, però, mostra i muscoli alla Cina? «Questo è un avvertimento lanciato ai cinesi. Sono loro il problema dei problemi per gli Stati Uniti. Esiste una contesa tra i due Paesi che riguarda tutto l’Oceano Indiano e il Pacifico, non solo gli ultimi insediamenti militari costruiti da Pechino nel Mar Cinese Meridionale. La Cina sta dimostrando sempre più di avere interessi e ambizioni planetarie. Il che contrasta totalmente con la volontà americana di rimanere l’unica superpotenza globale».

OOO Ad ogni modo, le reazioni più decise sono arrivate dai russi. Hanno ragione ad avvertire che «così s’innesca una nuova Guerra fredda»? «La verità è che gli Stati Uniti, a differenza di Russia e Cina, sono gli unici a potersi ancora permettere di produrre tranquillamente burro e cannoni. Gli altri due devono fare una scelta molto netta: o burro, o cannoni».

OOO Fine di un amore, tra Vladimir Putin e Donald Trump? «Assolutamente no. Certo, ancor prima di dovere rispondere a personali interessi, Trump è il presidente degli Stati Uniti. Lui giocherà la carta dei rapporti personali con Putin, dell’amicizia con la Russia, per allontanare Mosca da Pechino che restano peraltro tradizionali avversari. Insomma, è possibile un raffreddamento ma non certo la fine di un rapporto fra Vladimir Putin e Donald Trump».

OOO Malgrado tutto, scricchiola il trattato di disarmo nucleare «New Start». Sarà revocato? «Gli Stati Uniti manterranno quell’accordo (firmato con la Russia a Praga nel 2010, ndr). Credo pure, però, che procederanno con una revisione e un ammodernamento del loro dispositivo nucleare. Questo, comunque, dipenderà molto dalle condizioni economiche degli Usa. È costosissimo ammodernare l’arsena - le».

OOO Già si teme che il deficit federale degli Stati Uniti, con questa presidenza, possa salire a 8 mila 600 miliardi … «Sì, ma gli Stati Uniti a differenza della Russia non dipendono dal prezzo del petrolio. E sono stellarmente superiori alla Cina dal punto di vista militare. Le capacità americane restano esuberanti, rispetto agli altri due competitor. Ad ogni modo, la difesa è sempre un punto centrale per ogni Paese. Chi la trascura, è costretto a pagarne il prezzo in termini politici».

OOO Qualcuno sente spirare venti di guerra. Ingiustificato allarmismo? «Mi pare proprio che non spirino ancora».

OOO Tra i vasi di ferro, il coccio-Europa. UE fuori dai giochi? «L’Europa è un continente diviso, con tanti Stati riottosi. Pensano solo al loro passato glorioso e non si preoccupano del fatto che, senza una fortissima integrazione, li aspetta un futuro di decadenza».

OOO Washington, intanto, batte cassa con gli alleati ricordando i costi dell’Alleanza Atlantica. «Donald Trump chiede soltanto che gli europei mantengano gli impegni assunti. I Paesi dell’Alleanza avevano detto che avrebbero destinato a questa organizzazione il 2 per cento del Pil. Quasi tutti non l’hanno fatto». (*GEM*)

 

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Fonte: Giornale di Sicilia