27 SETTEMBRE 2016
Fincantieri plaude all'ipotesi di un Airbus dei mari

 

L'ad del gruppo, Bono, ha evidenziato la necessità di dare il via a un consolidamento della cantieristica militare europea per guadagnare in efficienza e competitività. L'ipotesi, avanzata dal Cesi, indica una partnership Fincantieri-Dcns, ma la questione "è aperta a tutti". Gli effetti della commessa col Qatar si vedranno dal 2017

Fincantieri è più che favorevole a un consolidamento della cantieristica militare europea. A dichiararlo è stato oggi l'amministratore delegato del gruppo italiano, Giuseppe Bono, che ha così commentato i risultati emersi dallo studio del Cesi, Centro studi internazionali, secondo il quale "c'è un margine piuttosto ampio per iniziare a ragionare su una razionalizzazione" del settore "che veda l'Italia "protagonista". Il tutto per dare "potenzialmente il via a un processo aggregativo che nel giro di qualche anno potrebbe vedere la nascita di una sorta di Airbus  dei mari".

"Condivido assolutamente la necessità di consolidare l'industria. Si sta perdendo tempo a parlare sempre solo di finanza, deficit, pil e non si parla di economia reale", ha sottolineato Bono, ricordando come in Australia l'azienda sia stata selezionata insieme ad altri tre gruppi europei per un potenziale contratto. "Noi dobbiamo mettere insieme l'industria navale per guadagnare efficienza", ha continuato l'ad, sostenendo a gran voce la necessità di arrivare a un conglomerato continentale che potrebbe "aiutare moltissimo processi simili anche in altri comparti". L'auspicio dunque è che "l'Europa sia in grado di scegliere. Dobbiamo cominciare a parlare di requisiti comuni, tenendo conto dei diversi scenari. Abbiamo una grande strada davanti e la dobbiamo battere".

Nello studio Cesi si ipotizza al centro di questa spinta aggregatrice una possibile partnership strategica proprio tra Fincantieri  e la francese Dcns, soprattutto con riferimento al naviglio di superficie e all'export, mantenendo nello stesso tempo i rapporti con i cantieri tedeschi ThyssenKrupp  Marine System in campo subacqueo. Tuttavia, l'ipotesi transalpina, nonostante l'eccellenza dimostrata anche attraverso la partecipazione a diverse gare internazionali, non è l'unica valutata dal numero uno del colosso triestino, che ha aggiunto come i "contatti siano continui", con "diversi programmi in comune", ma che la questione "è aperta a tutti".

A proposito, infine, della recente commessa vinta con la marina del Qatar, accordo che per Fincantieri  ha un valore di quasi 4 miliardi di euro e che prevede la fornitura di sette navi di superficie la cui costruzione partirà nel 2018, Bono ha detto che "i primi riverberi in bilancio si vedranno nel 2017 quando incominceremo la progettazione. Stiamo discutendo i dettagli del contratto e mi auguro che potremo contare su un anticipo sostanzioso", ha concluso. Intanto a Piazza Affari il titolo Fincantieri  cede l'1,36% a quota 0,428 euro.

Elena Filippi -  MilanoFinanza.it