27 SETTEMBRE 2016
Fincantieri: Studio CeSI, protagonista in aggregazione per

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 27 set - C’è un margine "piuttosto ampio" per "iniziare a ragionare su una razionalizzazione della cantieristica militare europea che veda il nostro Paese protagonista" per dare "potenzialmente il via ad un processo aggregativo che nel giro di qualche anno potrebbe vedere la nascita di una sorta di 'Airbus dei  mari". Lo sottolinea lo studio del Cesi, Centro studi internazionali, presentato questa mattina ad un convegno in Senato su “L'evoluzione della cantieristica navale militare europea: un'opportunità per l'Italia”. "Condivido assolutamente la necessità di consolidare l'industria europea. Si sta perdendo tempo a parlare sempre solo di finanza, deficit, PIL e non si parla di economia reale" ha risposto l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono al termine del convegno.

Un “Airbus dei mari” quindi? "Lo dobbiamo fare. Se non parliamo di questo, l'Europa sparisce e sparisce ogni possibilità di crescita. Questo aiuterà moltissimo - ha aggiunto - a fare un consolidamento in altri settori. L'Europa non ce la fa più a competere con il resto del mondo".

Nello studio CeSI si ipotizza al centro di questa spinta aggregatrice una possibile "partnership strategica tra  Fincantieri e DCNS soprattutto con riferimento al naviglio di  superficie" anche con riferimento all'export, mantenendo  nello stesso tempo i rapporti con i cantieri tedeschi  ThyssenKrupp Marine System in campo subacqueo.

Bono, interpellato sul tema, ricorda che "l'industria francese è la più importante d'Europa", che anche per la presenza a gare in campo internazionale, "i nostri contatti sono continui" e che ci sono "programmi in comune" ma aggiunge che la questione è "aperta a tutti gli altri Paesi". Nel corso del convegno, Bono ha sottolineato che si deve "consolidare per competere in realtà più grandi", mettendo insieme l'industria europea a partire dai rappresentanti dell'industria ma con una azione di "stimolo dell'azione dei governi per la difesa e la sicurezza europea comune". L'auspicio dunque è che "l'Europa sia in grado di scegliere. Dobbiamo - conclude - cominciare a parlare di requisiti comuni, tenendo conto dei diversi scenari. Abbiamo una grande strada davanti e la dobbiamo battere".