15 LUGLIO 2016
Hollande: avanti con raid contro Is, a Mosca incontro Kerry-Lavrov

Un minuto di silenzio per le vittime dell'attacco terroristico a Nizza ha aperto oggi a Mosca, il vertice tra il ministro degli Esteri russo Lavrov e il segretario di Stato americano Kerry che insieme hanno visitato l'ambasciatore francese in città. "Quanto accaduto in Francia", ha detto Lavrov, "conferma l'urgenza e la rilevanza del nostro lavoro sulla lotta contro al terrorismo". Eppure tra i due fronti non sembrano esserci passi in avanti sulla crisi siriana. Quanto e come questo può influenzare il terrorismo contro l’Europa? Gabriella Ceraso lo ha chiesto a Stefania Azzolina analista del Centro studi internazionali:

R. – Non vi è sicuramente un collegamento diretto tra quello che è l’andamento dei negoziati in Siria con l’esasperazione della minaccia terroristica a livello europeo. Ovviamente la stabilizzazione del contesto siriano rappresenta in questo momento un obiettivo fondamentale per limitare la capacità di azione del sedicente Stato Islamico sul fronte mediorientale. Per quanto riguarda invece il contesto europeo, c’è anche bisogno di porre in essere una serie di politiche sul piano economico e sociale volte a frenare a priori il fenomeno della radicalizzazione, offrendo soprattutto alla fascia giovanile un’alternativa.

D. – L’affermazione di Hollande - “Continueremo con i raid in Siria e Iraq” - fatta oggi, lei come la giudica?

R. – E’, da un lato, un confermare la propria linea di azione nei confronti della lotta al sedicente Stato Islamico, ma è anche un’affermazione di politica interna, una forma di rassicurazione per quanto riguarda la sicurezza della nazione.

D. – Dall’incontro Kerry–Lavrov che cosa dovrebbe uscire per avere una maggiore speranza di una soluzione in Siria, ma anche della questione terrorismo internazionale?

R. – E' auspicabile che Stati Uniti e Russia elaborino un piano di cooperazione militare, ma soprattutto una cooperazione intesa come modus operandiall’interno delle trattative. Una convergenza tra Stati Uniti e Russia potrebbe portare poi tutti gli altri interlocutori ad avere un atteggiamento maggiormente propenso al compromesso.

Fonte: Radio Vaticana