05 MAGGIO 2016
“Con lo Stato Islamico è cambiata la definizione di terrorismo”

La definizione di “terrorismo” è vecchia, incompleta, e non può essere applicata allo Stato islamico. Ne è convinto Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea permanente della Nato, che nel corso della presentazione dell’Atlante geopolitico del Mediterraneo 2016 ha indicato le differenze tra il nuovo e vecchio terrorismo: “Al Qaeda era elitista, segreta, mentre lo Stato islamico è una manifestazione vera e propria del concetto di combattente asimmetrico, che fa ricorso a forme di guerra ibrida”.

Lo Stato islamico, secondo il parlamentare italiano, è un attore nuovo sul piano strategico, che rappresenta un matrimonio fra jihadismo e insorgenza filo-baathista irachena e porta ad un tentativo di guerra convenzionale, destinata alla creazione di uno stato: “La Nato sta cercando di comprendere come combattere la minaccia del Califfato anche sul piano convenzionale. Lo Stato Islamico ha introdotto una particolare tipologia di attacco, che richiede ulteriori analisi strategiche, spesso un attentato esplosivo seguito da attacco truppe di terra”.

“L’altro elemento fondamentale è la comunicazione mediatica dello Stato islamico: anche qui, si riscontra una enorme diversità rispetto ad al Qaeda”, ha aggiunto Manciulli che ha portato come esempio l’utilizzo della bandiera nera, un elemento fondamentale nella propaganda, con effetti precisi e bersagli precisi.

“La propaganda dello Stato islamico nei Balcani, ad esempio, è da tenere costantemente sotto controllo: i Balcani non a caso rappresentano un altro canale per arrivare nell’area del Mediterraneo”, ha proseguito Manciulli. “Infine, teniamo in conto l’importanza degli attentati terroristici: quelli compiuti dallo Stato islamico sono legati alle forme di guerra asimmetrica e alla campagna di propaganda. Il terrorismo sta cambiando perché, oltre alle manifestazioni organizzate, elaborate da cellule ufficiali, sta emergendo una forma di terrorismo spontaneo, fomentato da predicatori, che incitano ad attacchi individuali, come a Strasburgo, e a San Bernardino, in California”.

Tante differenze ma anche una grande similitudine. Come Al Qaeda in passato, lo Stato Islamico rappresenta oggi una minaccia nell’area mediterranea: “La presenza di un soggetto emergente, come lo Stato islamico, che spinge per entrare nel Mediterraneo, al fine di posizionarsi come attore geopolitico nell’area, è un elemento fondamentale della nostra epoca: questo era lo stesso obiettivo del programma di Osama bin Laden”.

Fonte: SpondaSud