08 MARZO 2013
Terrorismo: allarme Ce.S.I., 'Spazio per al-Qaeda in Maghreb'

Molti i gruppi d'ispirazione qaedista attivi nella regione (ANSAmed) - ROMA, 8 MAR

Quanto pesa la minaccia al-Qaeda sul Nord Africa? Parecchio, almeno stando a quanto affermano gli analisti del Centro studi internazionali (Cesi) in una ricerca di fresca pubblicazione. La sigla che individua la filiale locale della rete terroristica globale è AQMI, vale a dire 'al Qaeda nel Maghreb Islamico', che è anche il titolo dello studio Ce.S.I. "In un contesto politico in transizione come quello del Nord Africa post 'Primavera Araba' - si legge nel documento - la spinta destabilizzante di al-Qaeda potrebbe trovare altro spazio d'azione".

I punti di forza che su cui può contare l'organizzazione sono soprattutto due: "il concetto stesso di qaedismo", che nelle regione esercita notevole appeal, e "le relazioni transnazionali che ormai esistono". La vocazione glocal di AQMI è chiara fin dal principio. La struttura è nata formalmente nel gennaio 2007, quando il Gruppo algerino salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc) ufficializza la propria adesione al network di al-Qaeda. "Il rapporto tra le due organizzazioni - sottolineano i ricercatori - era già consolidato da diversi anni".

Da allora, molte cose sono cambiate nella struttura e nell'organigramma di al-Qaeda nel Maghreb Islamico. Una violenta faida si è innescata tra due fazioni: quella guidata da Abdelmalek Droukdel (l'emiro leader del Gspc) contro quella di 'Mr. Marlboro', ovvero Mokhtar Belmohkatar, veterano della guerra civile algerina, addestrato negli anni Novanta nei campi afghani. In Sahel, è lui che comanda.

Nel 2012 ha fondato un nuovo gruppo qaedista, il Battaglione di Coloro che firmano col sangue; il soprannome 'Mr. Marlboro' deriva dal controllo che esercita sulle rotte desertiche dei traffici di sigarette e droga. Ma se le formazioni ispirate ad al-Qaeda sono svariate, in determinati contesti "le denominazioni tra i vari gruppi perdono di significato e a prendere il sopravvento è quella visione di jihadismo globale che ormai trova in al-Qaeda una vera ideologia". Il caso dell'attacco al consolato americano di Bengasi, in cui morì l'ambasciatore Usa Chris Stevens, sta lì a dimostrarlo. (ANSAmed)

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Fonte: ansamed.ansa.it