09 MARZO 2013
Nigeria, estremisti uccidono 7 ostaggi: erano stati rapiti a metà febbraio tra le vittime anche l'ingegner Trevisan

L'uomo era stato rapito a febbraio scorso. Sono ancora in corso verifiche della Farnesina sulle notizie che arrivano dalla Nigeria Il gruppo estremista nato da una costola di Boko Haram, ha annunciato sul proprio sito web l'uccisione dei sette ostaggi di religione cristiana rapiti a metà febbraio nel nord della Nigeria. Tra loro, figurerebbe anche l'italiano Silvano Trevisan. Lo riferiscono alcuni media e blog nigeriani. Nella rivendicazione Ansaru sostiene di aver ucciso i sette ostaggi a seguito di un tentativo di blitz delle forze nigeriane e britanniche. La notizia non ha ancora avuto conferme ufficiali.

Tra i sette stranieri rapiti, oltre all'italiano Trevisan, figurano tre lavoratori di nazionalità libanese, un britannico, un greco e un filippino. Sono tutti dipendenti dell'impresa di costruzioni libanese Setraco. La Farnesina sta «facendo le verifiche» sulle notizie che arrivano dalla Nigeria riguardo all'uccisione dell'ostaggio italiano. «L'unità di crisi -aggiungono fonti della Farnesina- è al lavoro con tutte le strutture dello stato coinvolte».

Il gruppo estremista islamico. Ansaru, il gruppo estremista islamico che ha rivendicato il rapimento e l'uccisione dell'italiano Silvano Trevisan e di altri sei stranieri in Nigeria, è un'organizzazione di recente formazione che a dicembre è stata inserita dal governo britannico nella lista delle organizzazioni terroristiche. Il nome completo del gruppo è Jamat 'Ansar' Musilimina fi bilad Sudan' e significa 'Avanguardia per la protezione dei musulmani in Africa nerà. Londra ritiene che il gruppo sia legato anche al sequestro di Chris Mcmanus e Franco Lamolinara, rapiti nel nord della Nigeria nel maggio 2011 e morti durante il blitz per la loro liberazione dieci mesi più tardi. A dicembre Ansaru ha rivendicato il sequestro di un cittadino francese in Nigeria, Francis Colump. Per alcuni il gruppo è direttamente legato agli estremisti di Boko Haram, accusati dell'uccisione di centinaia e centinaia di persone nel nord della Nigeria dal 2009. Per altri è una fazione nata da una scissione all'interno di Boko Haram dal rifiuto della leadership del gruppo guidato da Abu Shekau. Le operazioni di Ansaru in Nigeria sarebbero coordinate con quelle della cellula in Mali di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) e con il Movimento per l'unità e il jihad in Africa occidentale (Mujao). «Non si conosce» il numero degli uomini del gruppo, nè si conosce il loro leader, ha detto all'Adnkronos Marco Di Liddo, analista responsabile del desk Africa al Centro Studi internazionale (Ce.S.I.).

La famiglia. «Non abbiamo nessuna notizia ufficiale, sappiamo quello che stiamo sentendo in tv». Lo ha detto all'ANSA, un nipote di Silvano Trevisan, figlio della sorella Olinda, che vive a Castel Goffredo in provincia di Manotva. «Mia madre è molto provata e vorrebbe sapere esattamente cosa è successo - ha aggiunto il nipote dell'italiano rapito in Nigeria - Le autorità ci hanno contattato subito dopo il rapimento ma poi non abbiamo più sentito nessunoù  In Lombardia, nella provincia di Milano, vivono altri due fratelli di Silvano Trevisan, ma, secondo quanto riferito dal nipote, neppure loro avrebbero avuto notizie. Olinda Trevisan ha 73 anni, è sposata con un agricoltore, Mario Valente,e, come gli altri famigliari, non vedeva Silvano Trevisan da diversi anni. «Io ha avuto poche occasioni per frequentarlo - ha ammesso il nipote - è quasi sempre stato all'estero». Dopo il rapimento la sorella Olinda era stata contattata dai carabinieri. «Noi aspettiamo sempre »quella« telefonata, che annunci la liberazione di mio fratello - aveva confidato alcuni giorni fa ad alcuni quotidiani locali -. Non perdiamo la speranza». «Mia madre non vuole credere che sia vero quello che sentiamo - ha aggiunto il nipote - Ci sembra strano che i familiari non siano i primi ad essere avvisati davanti ad una notizia del genere».

Una vita in salita quella di Silvano Trevisan, l'italiano ostaggio in Nigeria e che sarebbe stato ucciso dai suoi rapitori, il gruppo estremista islamico di Ansaru, costola della setta nigeriana dei Boko Haram. Orfano della madre da bambino, cresciuto insieme a tre fratelli con il padre che aveva dovuto lasciare il Veneto per cercare lavoro altrove, Silvano è poi riuscito ha trovare la sua strada. Si è laureato, sposato (anche se il matrimonio è poi naufragato) e ha cominciato a girare il mondo per lavoro.

«Da quando si è separato dalla moglie credo non abbia nemmeno una residenza fissa in Italia, il lavoro lo porta continuamente in giro - ha raccontato alcuni giorni fa in un'intervista alla Gazzetta di Mantova la sorella Olinda che vive a Castel Goffredo. Dei quatto fratelli solo Silvano è riuscito a studiare. «È sempre stato determinato, un tipo anche particolare - va avanti Olinda - poche parole, non mi ha mai raccontato bene cosa fa». «Da decenni lavora all'estero e in Italia non tornava, per quanto ne sa la sorella, da una decina di anni - ha detto ancora la donna - Allora è stato in vacanza a casa mia per quasi un mese».

Fonte: www.ilmessaggero.it