30 LUGLIO 2018
L'alba di una nuova era nei rapporti tra Etiopia ed Eritrea
DI Marco Di Liddo

In poco più di un mese, dal 5 giugno all’8 luglio, il Primo Ministro Abiy Ahmed ha completamente sovvertito uno dei pilastri, apparentemente inattaccabili, della politica estera etiope, ossia il conflitto con la vicina Eritrea. Infatti, il Capo del governo di Addis Abeba ha prima riconosciuto ed accettato i contenuti degli Accordi di Algeri del 2000 e, successivamente, ha dichiarato conclusa la guerra con Asmara. Lo scontro tra Etiopia ed Eritrea era iniziato nel 1998, sulla scia della guerra d’indipendenza eritrea (1961 – 1993) e della guerra civile etiope (1974-1991), e riguardava la definizione del confine tra i due Stati e le rivendicazioni sulla città di Badmè. Nel 2000, grazie alla mediazione dell’Algeria, i due Paesi si erano accordati sulla cessazione delle attività militari e sull’accettazione dell’arbitrato da parte di due commissioni tecniche delle Nazioni Unite.  Nonostante fosse stato il governo di Asmara ad iniziare le ostilità, le commissioni in questione, nel 2002, hanno sostenuto le tesi di Asmara e statuito la sovranità eritrea sull’area di Badmè. Da quel momento, fino allo scorso giugno, l’Etiopia, rifiutando il parere arbitrale, ha occupato militarmente la regione contesa, favorendo gli insediamenti dei suoi coloni.

Il conflitto eritreo-etiope è stato, per oltre 20 anni, un elemento fondamentale per la politica interna dei due Paesi.

 

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