20 GIUGNO 2018
Elezioni in Turchia, le incognite del voto preoccupano Erdoğan
DI Lorenzo Marinone e Giulio Nizzo

Il prossimo 24 giugno la Turchia sarà chiamata alle urne per rinnovare il Parlamento e scegliere il nuovo Presidente, in una tornata elettorale anticipata di 18 mesi rispetto alla naturale scadenza della legislatura. A prescindere da quale sarà l’esito delle urne, il voto costituisce senza dubbio un passaggio cruciale per il Paese, che negli ultimi tre anni ha attraversato uno dei periodi più turbolenti e densi di incognite dalla fondazione della Repubblica. 

Gli sviluppi del vicino conflitto siriano hanno portato Ankara a dare assoluta preminenza al dossier curdo, sia in chiave esterna con l’intervento diretto delle Forze Armate oltreconfine, sia sul territorio nazionale dove dalla primavera del 2015 è ripreso lo scontro con i miliziani separatisti curdi del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan, Partîya Karkerén Kurdîstan) che ha sconvolto l’intero sud-est anatolico, inclusi i maggiori centri urbani. Parallelamente, il Paese è stato scosso da alcuni degli attentati più gravi della sua storia, come quello di Ankara del 10 ottobre 2015 (109 morti e oltre 500 feriti), l’attacco all’aeroporto internazionale Atatürk di Istanbul del 28 giugno 2016 (48 morti, più di 230 feriti), e la strage di capodanno 2017 al Reina di Istanbul (39 morti e 70 feriti).

 

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