Zapad 2017 e le preoccupazioni della NATO
Difesa e Sicurezza

Zapad 2017 e le preoccupazioni della NATO

Di Alessandra Giada Dibenedetto
13.09.2017

Il 14 settembre, prende il via Zapad 2017, l’esercitazione strategico-militare congiunta tra Russia e Bielorussia. L’attività addestrativa della durata programmata di una settimana sarà condotta principalmente dalle Forze Armate di Mosca e avrà luogo sul territorio della Bielorussia oltre che nel distretto militare occidentale di San Pietroburgo (che comprende anche l’exclave di Kaliningrad). Zapad, in russo “ovest”, è parte di una serie di manovre che si ripetono quadriennalmente dal 1999 focalizzandosi a rotazione su un fronte differente: occidentale, orientale e centrale. L’esercitazione generalmente include il dispiegamento di aerei, unità della flotta, forze speciali e team specializzati nella guerra elettronica. La Russia, quindi, collauderà la propria capacità di dispiegare e comandare unità complesse in una simulazione ad armi combinate anche attraverso attività di training specifico e controlli a sorpresa sui livelli di prontezza operativa.

Zapad 2017 ha ricevuto e continuerà a ricevere molta più attenzione rispetto all’edizione precedente nel 2013. Ciò, in quanto rappresenta la prima importante attività addestrativa russa dagli avvenimenti in Ucraina del 2014 con la conseguente annessione della Crimea. Da allora, l’atteggiamento di Putin rispetto all’Europa Orientale è considerato dalla NATO come aggressivo e minaccioso. Inoltre, le preoccupazioni occidentali aumentano a causa della posizione chiave della Bielorussa nell’area baltica. Lo Stato, infatti, confina con gli Alleati NATO Lettonia, Lituania e Polonia, ed è un trampolino indispensabile per eventuali azioni offensive russe contro le Repubbliche Baltiche.

Sia Mosca che Minsk hanno definito l’esercitazione di natura puramente difensiva e con lo scopo di migliorare la preparazione militare nell’affrontare una possibile minaccia terroristica. Onde evitare equivoci e timori, il Presidente bielorusso Lukashenko ha sottolineato che le attività di addestramento, o giochi militari come anche sono state definite, si svolgeranno nel territorio centrale del Paese e quindi lontane dai confini NATO. Il Cremlino, da parte sua, si avvarrà di Zapad 2017 per consolidare la propria credibilità coercitiva nei confronti dei Paesi occidentali, gli Stati Uniti in particolare. I giochi di guerra, infatti, serviranno a rimarcare la capacità di deterrenza russa, intesa come l’abilità di integrare capacità militari, non-militari e nucleari tattiche al fine di modellare il processo decisionale dell’avversario nella fase di passaggio da una situazione di crisi all’esplosione di un conflitto simmetrico. Inoltre, dato che da Zapad 2013 le Forze Armate russe hanno subito importanti cambiamenti, come l’implementazione dei nuovi gruppi tattici a livello battaglione, che aumentano la versatilità e la potenza di fuoco delle forze terrestri, lo scopo dell’attuale esercitazione è anche quello di addestrare ulteriormente il personale ad operare in un teatro di guerra.

E’ chiaro che simulazioni di questo tipo sono condotte dalla gran parte degli eserciti mondiali. Lo scorso luglio, infatti, la NATO ha completato sotto la guida statunitense “Sabre Guardian”, l’esercitazione militare per forze terrestri più grande eseguita in Europa quest’anno: 25.000 soldati provenienti da 20 Paesi hanno svolto attività addestrative sui territori dell’Ungheria, Romania e Bulgaria.

Tuttavia, Zapad 2017 desta preoccupazioni per tre principali ragioni. E’ consuetudine russa usare giochi di guerra per poi sferrare dei colpi di mano. Nel 2008, infatti, alcune delle unità addestrate durante l’esercitazione Kavkaz sono poi state dispiegate nel conflitto con la Georgia. Inoltre, un’attività di training è stata usata per coprire i movimenti delle truppe russe che si dirigevano in Crimea nel febbraio 2014. L’atteggiamento destabilizzante russo degli ultimi tre anni a partire proprio dall’annessione della Crimea spiega la seconda ragione. I rapporti NATO-Russia hanno da allora subito un netto declino, aggravatosi con il dispiegamento da parte dell’Alleanza Atlantica di quattro battaglioni multinazionali di reazione rapida in Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. Infine, la preoccupazione della NATO è dovuta alla dimensione di Zapad 2017. Mentre il Cremlino ha dichiarato che 12.700 soldati circa faranno parte dell’esercitazione,  in occidente si ritiene che questo numero vada aumentato a 80.000. Il dato è emerso osservando lo schieramento dei vagoni ferroviari destinato a supportare gli spostamenti delle unità pesanti russe. Sia il Primo Ministro estone, Jüri Ratas, che il Ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Leyen, hanno elevato il conteggio a 100.000 soldati, stima su cui concorda anche il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg. Secondo il Ministro Von der Leyen, inoltre, Zapad 2017 vuole essere una dimostrazione di forza da parte russa rispetto alla NATO.

A seguito dei ricalcoli sul numero effettivo di truppe russe e bielorusse dispiegate per l’esercitazione, Mosca è stata accusata di non aver rispettato il Documento di Vienna del 2011 promosso dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Il documento prevede che i Paesi che conducono attività addestrative coinvolgendo più di 13.000 soldati devono notificare anticipatamente gli altri stati firmatari e permettere l’accesso a osservatori. La presenza di questi ultimi è fondamentale per comprendere i progressi dell’esercitazione come anche avere la possibilità di parlare con i singoli soldati.  Quasi sfiorando il limite, dichiarando 12.700 forze in campo, la Russia ha permesso a tre osservatori internazionali di monitorare gli sviluppi di Zapad 2017. Compromesso sofferto e preceduto da un invito bielorusso e un’avversione russa riguardo alla presenza straniera. Secondo il Segretario Generale Stoltenberg, dichiarando un numero non realistico delle forze impegnate nei giochi di guerra e permettendo la presenza di soli tre osservatori, Mosca ha circoscritto gli obblighi di trasparenza delle esercitazioni militari riportati nel documento di Vienna, non adempiendo agli obblighi internazionali. Di contro, il vice Ministro degli Esteri russo, Grigory Karasin, ha definito le affermazioni dei Paesi Alleati come mirate a giustificare l’intensificazione delle attività NATO lungo il perimetro del territorio russo.

Data la tradizionale ambiguità russa nel fornire chiare informazioni sulle proprie esercitazioni, Zapad 2017 sta evidentemente creando forti agitazioni tra gli Stati membri facendo inoltre continuare a salire la tensione tra la Russia e la NATO. Per capire se le preoccupazioni siano fondate bisognerà attendere non solo la fine dell’esercitazione il 20 settembre, ma anche il giorno in cui le truppe russe lasceranno il territorio bielorusso, previsto per il 30 settembre. Qualsiasi ulteriore movimento di Mosca, infatti, potrebbe avvenire solo in seguito alla partenza degli osservatori internazionali e una riduzione dello stato di allerta da parte della NATO. Considerando, però, come altamente improbabile un attacco russo contro le Repubbliche Baltiche, il peggiore scenario plausibile delineato vede i soldati russi rimanere stabilmente in Bielorussia incrementando l’influenza di Mosca nel Paese. Tuttavia anche questo scenario risulta molto inverosimile vista la proverbiale attenzione con cui il Presidente Lukashenko tutela la sovranità territoriale bielorussa rispetto a possibili ingerenze esterne. E’ quindi difficile che acconsenta ad ospitare le Forze Armate russe per un periodo superiore a quello previsto. Per concludere, al di là delle comprensibili apprensioni delle piccole Repubbliche Baltiche, Zapad 2017 va considerata come una occasione per l’Alleanza Atlantica per verificare i cambiamenti di dottrina militare russa e le lezioni apprese dalle Forze Armate russe a seguito delle operazioni in Ucraina e Siria. Ciò contribuirà a focalizzare ulteriormente la strategia militare occidentale nei confronti di Mosca.

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