19 LUGLIO 2017
La crisi siriana: il fronte orientale e le incertezze politiche della stabilizzazione
DI Lorenzo Marinone

Gli importanti sviluppi della crisi siriana maturati tra gli ultimi mesi del 2016 e il primo semestre del 2017 hanno aperto una nuova fase del conflitto. Gli eventi che definiscono le coordinate di questo cambiamento sono la riconquista di Aleppo da parte del fronte lealista, alla fine dello scorso dicembre, e l’avvio su larga scala dell’offensiva contro lo Stato Islamico (IS) a Raqqa e nell’area della valle dell’Eufrate, che vede protagoniste le Forze Democratiche Siriane (SDF) a maggioranza curda appoggiate dalla Coalizione Internazionale e, in particolare, dagli Stati Uniti.

Il ritorno di Aleppo sotto il controllo di Assad ha sancito l’impossibilità, per il variegato fronte ribelle e per i suoi sponsor regionali, di ottenere un cambio di regime per via militare. Mentre i ribelli sono relegati in sacche territoriali non comunicanti tra loro e non dispongono della forza necessaria per sferrare controffensive efficaci, il Governo di Damasco ha sostanzialmente ripreso il controllo dell’ovest del Paese e con esso ha assunto una salda posizione di forza. La conseguenza più evidente e immediata è stata la ripresa dei negoziati di pace, nel doppio formato del tradizionale processo di Ginevra, sotto l’egida delle Nazioni Unite, e del neonato processo di Astana, promosso da Russia e Iran in qualità di alleati di Assad e dalla Turchia quale garante delle formazioni ribelli.

In parallelo alla definizione di un nuovo equilibrio nella Siria occidentale, nella parte orientale del Paese si è iniziata a profilare la fine dell’esperienza para-statuale dell’IS e del suo controllo territoriale, anche in virtù della concomitante offensiva irachena sull’altra “capitale” del Califfato, Mosul. Con il lento, ma progressivo, congelamento delle operazioni militari nell’ovest del Paese, il fronte lealista ha la concreta possibilità di concentrare le sue forze altrove. Di conseguenza, la Siria orientale è diventata il teatro sul quale si concentrano le attenzioni della maggior parte degli attori in campo per riempire il vuoto che lascerà l’IS. La riformulazione delle loro priorità e il loro convergere simultaneamente sulla stessa area rischia di far emergere nuovi punti di attrito.

La volontà del fronte lealista di riprendere il controllo della Siria orientale è determinata principalmente da due fattori: la presenza di importanti risorse energetiche nella vasta area desertica situata tra Damasco e Deir ez-Zour e la rilevanza strategica di poter controllare il confine con l’Iraq.

 

Scarica l'analisi