04 OTTOBRE 2016
Intelligence and Defence Update n°69
DI Danilo Secci

Sommario: Armenia, India, Qatar/Kuwait/Bahrein

 

Armenia

Nella parata militare del Giorno dell’Indipendenza armeno (21 settembre) le Forze Armate del piccolo paese caucasico hanno presentato il missile terrestre 9K720 Iskander-E (codice NATO SS-26 Stone). L’Armenia è così diventato il primo paese al mondo, al di fuori della Federazione Russa, a dotarsi di questo avanzatissimo sistema missilistico terrestre capace di colpire bersagli distanti sino a 280 km con un margine di errore CEP (Circular Error Probability) inferiore a 10 metri.

Accanto all’Iskander hanno inoltre sfilato missili balistici SS-21 Scarab e Scud-B, lanciarazzi mobili multipli Smerch e sistemi antiaerei BUK ed S-300, tutti rigorosamente acquisiti da Mosca.

L’arrivo degli Iskander negli arsenali di Yerevan comprova la crescita continua dei rapporti politici e militari tra i due paesi, così come dimostrato dal recente trattato che ha permesso la creazione di un sistema di difesa aereo integrato tra i due alleati.

Da un punto di vista strategico, gli SS-26 incrementeranno il potenziale offensivo dell’Organizzazione del Trattato Collettivo (CSTO – Collective Security Treaty Organization), patto militare al quale entrambi i paesi – assieme a Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan – appartengono, influenzando l’equilibrio strategico in tutta la regione caucasica vista la capacità di questi missili di tenere sotto tiro la Turchia Orientale, tutto il territorio georgiano e la quasi totalità di quello azero ad eccezione della capitale Baku.

 

India

Dopo trattative protrattasi per quasi cinque anni, i governi di Delhi e Parigi hanno firmato l’accordo che prevede la vendita di 36 aerei da combattimento multiruolo Dassault Rafale all’Aeronautica militare indiana. La commessa ha un valore pari a 8.9 miliardi di euro e prevede il pagamento anticipato del 15% del totale dell’ordine, la consegna del primo velivolo nei prossimi 36 mesi con l’ultimo entro i successivi 30, e l’opzione di acquisto per ulteriori 18 aerei.

L’accordo prevede che i Rafale siano composti per il 50% da prodotti di origine indiana. Gli aerei saranno equipaggiati con missili aria-aria MICA e Meteor ed aria-superficie Storm Shadow/SCALP.

Potenzialmente, questa commessa permetterà all’India di migliorare le proprie capacità non solo convenzionali ma anche nucleari: gradatamente, infatti, i nuovi Rafale andranno a sostituire gli anziani Mirage 2000 (presenti con una cinquantina di esemplari tra le fila della Indian Air Force) anche in questo ruolo strategico. L’acquisizione di questi 36 velivoli, inoltre, va vista come un primo passo del rinnovamento dell’Aeronautica Indiana la quale, originariamente, aveva un requisito di 126 esemplari che, fondi permettendo, dovrebbero venire acquisiti o prodotti localmente nei prossimi anni.

 

Qatar/Kuwait/Bahrein

Dopo tre anni di negoziati, la Casa Bianca ha dato il via libera alla vendita di cacciabombardieri F-15E Strike Eagle, F/A-18 E/F Super Hornet ed F-16 ai rispettivi governi del Qatar, Kuwait e Bahrein. Nello specifico, il Qatar riceverà 36 F-15E con l’opzione di acquisto di ulteriori 36 velivoli (valore commessa 4 miliardi di dollari), il Kuwait 28 F/A-18 E/F con l’opzione per altri 12 (contratto da 3 miliardi di dollari) mentre per quel che riguarda l’accordo col Bahrein, per ora, è emerso solamente che l’aereo in oggetto sarà l’F-16.

Le trattative sono state caratterizzate dalle resistenze di Israele alla maxi-commessa in oggetto. Sottolineando la necessità di preservare l’attuale equilibrio strategico nella regione, Gerusalemme ha cercato di ancorare quest’accordo al buon esito delle trattative per il rinnovo del proprio pacchetto decennale di aiuti finanziari/militari con Washington: non è un caso, quindi, che l’intesa con i tre paesi arabi sia arrivata subito dopo quella siglata con il governo Netanyahu. Oltre a ciò, è importante sottolineare come la commessa permetterà di mantenere aperta ancora per qualche anno la linea di produzione Boeing di St. Louis (Missouri) dell’F-15E, la cui ipotesi di chiusura ha pesato anch’essa sull’esito dell’accordo.