05 SETTEMBRE 2016
I recenti sviluppi della guerra civile libica e del conflitto siriano
DI Stefania Azzolina, Marco Di Liddo

Intrappolata nel perdurante conflitto tra il governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli (propriamente detto Consiglio Presidenziale, CP ) e quello di Tobruk (formalmente Camera dei Rappresentanti, CR), ad agosto, la guerra civile libica non ha conosciuto significativi scossoni politici. La profonda reticenza alla cooperazione e al compromesso mostrata da entrambi i contendenti, alimentata sia dalla lottizzazione delle principali cariche istituzionali nel futuro assetto politico nazionale sia dai conflitti tra tribù e milizie, potrebbe rendere decisamente complicata l’entrata in vigore degli accordi di Skhirat e prolungare i tempi del negoziato nei prossimi mesi. Dunque, la nascita dell’autentico Governo di Unità Nazionale (GUN) è inevitabilmente legata alla fiducia di Tobruk al progetto del leader del CP Serraj, ad oggi ben lungi dall’essere concessa.

Per quanto riguarda la Siria, a cinque anni dall’inizio della guerra la situazione appare sempre più complessa. Il persistere del forte coinvolgimento di molteplici attori locali, regionali e internazionali e la continua e repentina evoluzione degli equilibri sul campo di battaglia (dove si stenta ad individuare un chiaro vincitore) rendono sempre più difficile sia ipotizzare una risoluzione delle controversie nel breve termine sia escludere l’ipotesi di un’ulteriore accelerazione della crisi stessa. Tale criticità è emersa in maniera evidente nel corso di tutto agosto, durante il quale si è assistito ad una nuova e pesante escalation degli scontri tra il fronte lealista e i gruppi ribelli.

 

Scarica la Nota dell'Osservatorio Internazionale (n.66 - agosto 2016)