23 LUGLIO 2014
Scenari globali e rischi strategici nel corso del 2014
DI Staff Ce.S.I.

Le proiezioni contenute nel presente lavoro vogliono delineare lo sviluppo tendenziale di alcuni scenari nel corso del 2014. Sono stati esaminati, pertanto, degli scenari suscettibili di produrre una serie di ripercussioni, ordinandoli a seconda di un impatto, valutato in termini di estensione e numeri di attori coinvolgibili, potenzialmente atteso sul sistema internazionale.

Per ciascuno di essi, poi, sono stati presi in esame alcuni fattori di rischio ed è stato assegnato loro un valore probabilistico basato su una valutazione previsionale da parte degli analisti del Ce.S.I. Per la redazione del presente lavoro il Ce.S.I. si è avvalso delle analisi stilate dai propri analisti e del monitoraggio da parte degli stessi delle aree in questione. Il materiale informativo si basa su fonti aperte e su alcuni dati di contesto ambientale disponibili agli analisti Ce.S.I. nelle aree in questione.

Nel corso dell’anno la complessità di talune dinamiche geopolitiche già in atto potrà portare una serie di rischi nello scacchiere globale. L’attenzione preponderante è sicuramente riposta nel teatro mediterraneo con la profonda instabilità di alcuni Paesi in Nord Africa e Medio Oriente, Libia in primis, ma, anche, e forse, soprattutto, Siria. Il proseguimento della guerra civile non sembra, per il momento, avere una soluzione. Anzi, nel prossimo anno si potrebbe verificare, con maggiore probabilità, un’ulteriore evoluzione dello scenario con una più accentuata radicalizzazione del conflitto. Un rischio alto è anche quello rappresentato dalla stabilità della Penisola del Sinai. Qui, la radicalizzazione di ampi strati delle tribù beduine si innesta sulla presenza di gruppi legati al panorama jihadista internazionale che operano a cavallo con la Striscia di Gaza. Un ulteriore incremento di queste dinamiche potrebbe compromettere definitivamente la situazione di sicurezza della zona con delle probabili minacce, in ultima istanza, anche ai traffici che attraversano il Canale di Suez. Il continente africano, poi, dovrà affrontare le maggiori minacce provenienti dalle lotte per il potere su base etnica e tribale, sulle quali si innestano delle dinamiche di radicalizzazioni afferenti alla dialettica jihadista di stampo qaedista. Per concludere, per quanto riguarda lo scacchiere asiatico, la principale direttrice di rischio proviene, al momento, dalle contese territoriali e marittime nei mari cinesi, dinamiche che, con un ulteriore accensione dei toni, rischiano di compromettere non solo l’equilibrio regionale.

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