18 SETTEMBRE 2012
Il ruolo delle minoranze nella crisi siriana
DI Gabriele Iacovino, Marra Carro e Antonio Mastino

Il regime degli Assad si è da sempre basato sulla spartizione del potere tra gli alawiti e le altre minoranze all’interno del contesto etnico e confessionale del Paese, e
sull’estromissione quasi completa della maggioranza sunnita dalla struttura istituzionale ed economica del Paese. Questo si è inevitabilmente riverberato sulla crisi che sta scuotendo il Paese da più di un anno. Se da una parte la popolazione sunnita non ha esitato a scendere in piazza e a sviluppare una rivolta che è andata sempre più assumendo i contorni della guerra civile, dall’altra le altre comunità sono rimaste divise tra l’appoggio al regime e il passaggio all’opposizione.

Questa dicotomia, per quanto riguarda i cristiani e i drusi, è soprattutto legata ai timori che in una Siria senza Assad i propri diritti e la propria sicurezza possano essere messi a rischio. La comunità curda, invece, caratterizzata da una diversità di posizioni al proprio interno, rimane principalmente focalizzata sul raggiungimento della propria autonomia, più che sulla caduta del regime di Damasco.

Scarica la nota dell'Osservatorio di Politica Generale (n° 35 aprile 2012)