11 GIUGNO 2014
Implicazioni strategiche del progetto di rilancio militare giapponese
DI Francesca Manenti

A 67 anni dalla formulazione della propria Costituzione, il governo giapponese sta cercando di portare avanti un processo di reinterpretazione del testo costituzionale che permetta al Paese di rivedere il ruolo delle Forze di Auto-Difesa (FAD) per farne il principale strumento di tutela dei propri interessi nazionali.
Benché la totale rinuncia al diritto di uso legittimo della forza da parte dello Stato sia già stata rivista negli anni, fino ad ora i tentativi di modificare l’articolo 9 della Costituzione, che sancisce  il carattere anti-militarista del Paese, non hanno portato ad alcun risultato concreto. Già nel maggio 2007, infatti, la squadra di governo di Abe, allora al suo primo mandato alla guida del Paese, aveva convocato un gruppo di esperti, l’Advisory Panel on Reconstruction of the Legal Basis for Security, incaricato di formulare le proprie raccomandazioni riguardo all’adeguatezza delle disposizioni sancite dalla Costituzione in materia di sicurezza, rispetto alle nuove sfide, regionali e internazionali. Tuttavia, in seguito al passo indietro del Primo Ministro, qualche mese più tardi, la brevità dei mandati dei leader successivi, nessuno dei quali è stato in grado di conservare la propria carica per più di un anno, non ha consentito di sviluppare i risultati di tale consultazione. Con la rielezione di Abe, nel dicembre 2012, e la successiva convocazione di un nuovo Panel di lavoro, il proposito del Primo Ministro sembra ora trovare nuovo spazio di attuazione.

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