06 DICEMBRE 2012
Intelligence and Defence Update n°44
DI Silvio Mudu e Claudia Enas

Sommario: India, Israele, Italia - 1, Italia - 2, Regno Unito, Russia, Stati Uniti

 

 

India

 

Airbus Military, compagnia del gruppo EADS, ha comunicato di essere stata selezionata dal Governo indiano per la fornitura di sei Airbus A330 MRTT (Multi Role Tanker Transport), velivoli da trasporto strategico e rifornimento in volo, nell’ambito di un accordo dal valore di due miliardi di dollari. La competizione ha visto dunque la selezione del velivolo della Airbus contro il russo Ilyushin Il-78M, di cui sei esemplari sono già in dotazione all’Aeronautica indiana.

L'Airbus Military A330 MRTT è un velivolo da trasporto strategico e rifornimento in volo derivato dall’aereo di linea A330-200 della stessa compagnia. Per quanto riguarda la funzione di aerocisterna (AAR, Air-to-Air Refueling), il velivolo è dotato di serbatoi da 111 tonnellate, che permettono lo svolgimento delle missioni di rifornimento senza il bisogno di impiegare serbatoi supplementari. Il sistema impiegato prevede una sonda rigida telescopica (Aerial Refueling Boom System) sotto i piani di coda e/o sonde flessibili in posizione sub-alare. Per quanto riguarda il trasporto passeggeri, l’A330 MRTT ha una capacità di 300 persone, mentre come aereo cargo può portare fino a 45 tonnellate di carico utile.

Tale accordo, cui dovrebbe fare seguito la stipula del relativo contratto nei prossimi mesi, renderebbe l’India il secondo maggior operatore del velivolo, già in dotazione alle Aviazioni militari di Regno Unito, Arabia Saudita, UAE e Australia.

 

 

Israele

 

La società israeliana Elbit Systems Ltd, parte del programma di acquisizione israeliana dell’addestratore avanzato M346, ha siglato un contratto dal valore di 140 milioni con Alenia Aermacchi relativo alla fornitura, da parte dell’azienda italiana, di assistenza logistica e parti di ricambio per i 30 velivoli destinati alla IAF (Israeli Air Forces). Tale accordo permette di approfondire ulteriormente i legami tra l’industria italiana e quella israeliana, che hanno visto un forte impulso nel febbraio 2012 in seguito alla selezione, da parte delle IAF, dell’addestratore italiano Alenia Aermacchi M-346 che andrà a sostituire l’attuale flotta di Douglas A-4 Skyhaws.

Tale accordo, del valore di circa un miliardo di euro, ha previsto un offset diretto del 100%, in base al quale il Ministero della Difesa italiano acquisterà tecnologia satellitare e quattro velivoli Gulfstream G550 Airborne Early Warning, dotati di suite elettronica EL/W-2085 sviluppata dall’israeliana Elta, sussidiaria della Israel Aerospace Industries Ltd.

Inoltre, come si evince dal recente contratto, l’accordo sugli addestratori fornirà la base per eventuali accordi futuri, relativi in particolar modo a tutte le esigenze relative alla creazione di un sistema integrato di addestramento di ultima generazione.

 

 

Italia - 1

 

I reparti dell’Aeronautica Militare impegnati in Afghanistan ed operanti nella Task Force Astore hanno comunicato di aver impiegato, per la prima volta in una missione operativa, uno dei propri velivoli a pilotaggio remoto General Atomics MQ-1 Predator per 24 ore consecutive, svolgendo quattro distinte missioni.

Le prime due missioni hanno riguardato il monitoraggio del transito di un convoglio italiano e del ripiegamento della Task Force South East dalla base Lavaredo di Bakwa, consegnata alle Forze Armate afghane. Nell’ambito della terza missione, il velivolo è stato impiegato per fornire assistenza a due caccia AMX che hanno distrutto due postazioni per le telecomunicazioni utilizzate dai talebani, mentre la quarta e ultima missione ha permesso la mappatura di alcuni depositi di armi in un villaggio nei pressi di Shindand.

L’impiego del Predator per 24 ore consecutive, mai effettuato da alcun operatore del velivolo, segna un’importante pietra miliare nelle possibilità di utilizzo della piattaforma in supporto a tutta una serie di operazioni sia terrestri che aeree, e dimostra l’eccellente capacità di organizzazione operativa dei reparti dell’AM impegnati nel Paese.

 

 

Italia - 2

 

L’8 gennaio scorso, presso il cantiere navale di Fincantieri a Muggiano, si è svolta la cerimonia di consegna agli Emirati Arabi Uniti della corvetta Abu Dhabi dell’omonima classe e del pattugliatore Ghantut della classe Falaj-2, prodotte dall’azienda triestina per la Marina Militare degli EAU.

La classe Abu Dhabi è un progetto sviluppato a partire dalla classe Comandanti in servizio presso la Marina Militare italiana, con dislocamento a pieno carico di 1.650 tonnellate, motori diesel da 7000kW ed un’autonomia di 3 500 miglia a 14 nodi. L’armamento sarà composto da quattro tubi di lancio per missili antinave MM440 Exocet della MBDA, un cannone Oto Melara Super Rapido da 76/62mm e due mitragliere KBA da 25mm/80, mentre i sistemi imbarcati saranno forniti da Selex ES e da Elettronica (ESM/ECM SLQ-747).

La vendita del pattugliatore Ghantut, varato nel febbraio 2011, risale ad un contratto siglato nel gennaio 2010 relativo alla produzione di due unità, la Ghantut e la Qarnen, quest’ultima varata nel giugno 2012, sulla base del progetto dei pattugliatori classe Saettia. L’accordo prevede un’opzione per la produzione di ulteriori due unità della stessa classe nel cantiere navale Abu Dhabi Shipbuilding. Entrambi i pattugliatori hanno dimensioni di 55x8,60mt, velocità massima fino a 20 nodi e equipaggio di 28 persone. Le due navi possiedono avanzate caratteristiche stealth grazie alla particolare geometria dello scafo e ai materiali di costruzione fonoassorbenti. L’armamento principale, analogamente alle corvette classe Abu Dhabi, è composto da un cannone OTO Melara76/62 Super Rapido, mentre i sistemi imbarcati verranno forniti da Selex ES (sistema di combattimento, direzione del tiro, radar e sistema di comunicazione), e da Elettronica SpA (apparato per la guerra elettroniche Seal-L), e permettono elevate capacità ASW (Anti-Submarine Warfare) alle unità della classe.

Inoltre, il programma Falaj-2 ha portato alla creazione di una joint venture tra la stessa Fincantieri, Melara Middle East e Al Fattan Ship Industries denominata Etihad Ship Building, utile a rafforzare la presenza italiana negli Emirati e a gestire il necessario ToT (Transfert of Technology) verso l’industria di Abu Dhabi, sia in ambito militare che civile.

 

 

Regno Unito

 

In un periodo caratterizzato da forti tagli al comparto Difesa britannico, i bisogni di acquisizione di armamenti da parte delle Royal Armed Forces tornano al centro del dibattito politico, in seguito alla pubblicazione del report “The State of the Nation’s Armed Forces” da parte della UKNDA (UK National Defence Association), gruppo di pressione britannico a composizione mista che raccoglie membri autorevoli delle Forze Armate e di tutto il comparto Difesa.

Il Lord Ammiraglio West, già Capo di Stato Maggiore della Marina britannica e Ministro della Sicurezza del Governo Brown, ha sottolineato il bisogno di procedere all’acquisto di ulteriori fregate e sottomarini da attacco nucleare, in sostegno delle ambizioni e degli interessi globali della Royal Navy. Inoltre, l’Ammiraglio ha evidenziato il bisogno di aumentare la quota del budget per la Difesa dall’attuale valore di 2,6% del PIL a circa il 3%. Il Generale Michael Rose, ex comandante del SAS britannico durante la Guerra delle Falkland e delle Forze ONU in Bosnia negli anni del conflitto jugoslavo, ha evidenziato i notevoli problemi per l’addestramento e la formazione delle Forze di terra destinate ai teatri operativi, dovuto alla riduzione degli effettivi dell’Esercito regolare per fare leva sulla componente formata dall’Esercito Territoriale e dalla Riserva, cui si accompagna, tuttavia, una chiusura di vari centri di questi ultimi. Infine, l’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Michael James Graydon, ha denunciato tanto l’assenza di capacità aeronautiche di pattugliamento marittimo e ricognizione elettronica a lungo raggio, quanto la dismissione della linea di Harrier GR9, che ha determinato la perdita delle capacità di supporto aereo imbarcato.

La pubblicazione del report ha anticipato di pochi giorni quella del 10 gennaio 2012 del National Audit Office (NAO), organo parlamentare preposto alla supervisione della spesa pubblica, relativa allo stato d’avanzamento dei vari programmi d’acquisizione. Tale report denuncia in particolar modo l’aumento della spesa pari a 468 milioni di sterline (573 milioni di euro) determinato dai programmi di acquisizione di 22 Airbus A400M Atlas, in sostituzione dei Lockheed C130K, e di 14 aerocisterne Airbus A330.

 

 

Russia

 

Le autorità russe hanno comunicato di voler procedere all’installazione di ulteriori tre stazioni per la difesa anti missilistica basate sul radar Early Warning Voronezh-DM entro la fine del 2013, oltre alle quattro già operative nella parte occidentale e meridionale del Paese. Le nuove postazioni dovrebbero essere installate nella Siberia orientale e meridionale (rispettivamente a Krasnoyarsk e Altay) e nella regione di Orenburg, al confine con il Kazakhstan.

I Voronezh-DM sono radar in banda UHF prodotti dalla NPK NIIDAR ed impiegati per la scoperta di eventuali minacce missilistiche a lungo raggio, hanno un range di 6.000 chilometri e sono caratterizzati da un’elevata rapidità di installazione, pari a due/tre mesi, grazie alla conformazione modulare e alle componenti prefabbricate della stazione.

 

 

Stati Uniti

 

Il 10 gennaio l’Amministrazione Obama ha firmato il National Defense Authorization Act 2013, legge federale che specifica i settori di spesa del budget della Difesa statunitense.

Il piano fiscale relativo al 2013 mantiene gli stessi standard di quello del 2012, e prevede un bilancio per la Difesa pari a 527,5 miliardi dollari, un fondo di 88,5 miliardi dollari per le contingenze relative alle operazioni all'estero e 17,8 miliardi dollari per i programmi di sicurezza nazionale del Dipartimento dell’Energia e del Defense Nuclear Facilities Safety Board, per un totale di spesa pari a 633 miliardi di dollari.

Tra le misure più significative, il National Defense Authorization Act 2013 comprende un aumento dell’1,7% degli stipendi del personale, ed estende di un anno alcuni stanziamenti relativi alla missione in Afghanistan, come il Commanders' Emergency Response Program, l’Afghan Infrastructure Fund, il Coalition Support Fund e il Pakistan Counterinsurgency Fund, nell’ottica di mantenere alti gli standard operativi della missione.