Immigrazione ed estremismi: comprendere, prevenire, collaborare
Terrorismo e Radicalizzazione

Immigrazione ed estremismi: comprendere, prevenire, collaborare

Di Claudia Annovi
20.06.2022

Benché il Friuli-Venezia Giulia non risulti uno dei territori in Italia con la più alta incidenza di casi legati all’estremismo violento, la sua posizione geografica e le dinamiche socioeconomiche e politiche attuali rendono la radicalizzazione una minaccia concreta per la regione.

La vicinanza, infatti, all’area balcanica continua a esporre il FVG alle tensioni socioculturali e politiche che caratterizzano questo teatro, tra cui la presenza di sacche di estremismo di matrice jihadista e le difficoltà nella gestione e nel monitoraggio dei flussi migratori. Il fatto che, ad esempio, diversi Paesi dell’area abbiano rappresentato un importante bacino di reclutamento di foreign fighters da parte del sedicente Stato Islamico (IS o Daesh) durante la sua fase espansiva – circa 1070 individui sono partiti per la Siria e l’Iraq tra il 2013 e il 20162 - continua a sollevare preoccupazioni riguardo a potenziali infiltrazioni nel territorio nazionale. L’attenzione riguardo a questo dossier è altresì cresciuta negli ultimi due anni, sia alla luce dei consistenti ritorni di radicalizzati jihadisti nei Balcani dopo la sconfitta territoriale di Daesh, sia della rinnovata crescita dei flussi di migranti che percorrono la rotta balcanica, talvolta sfruttati dalle strutture criminali jihadiste.

Allo stesso tempo, le conseguenze socio-economiche e psicologiche della pandemia, unite a disagi preesistenti a livello sociale, hanno esacerbato la polarizzazione su temi cruciali – in primis, le migrazioni e gli stranieri – ed esasperato le cause scatenanti dei processi di radicalizzazione giovanile, sia in Italia che in Europa. Le statistiche dell’OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori) e dell’OSCE (Hate Crime Reporting) riguardo agli episodi di violenza a danno di stranieri confermano questo trend, rivelando che i casi di crimini d’odio5 a sfondo razziale6 nel 2020 hanno costituito circa il 76% del totale. Inoltre, le indagini svolte nell’ambito del monitoraggio e del contrasto agli estremismi in Italia hanno messo in luce una serie di novità strutturali, strategiche ed operative di queste forme di estremismo di destra violenta.

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